Allevamento boxer e cani a Vibo Valentia, in Calabria
- in provincia di Vibo.
Musi di Velluto fornisce campioni di razza e di bellezza con pedigrèe
di alta geneonologia.
In sede: stalloni, fattrici, cuccioli e cani da guardia, compagnia, cani
da difesa, da utilità e ideali per mostre cinofile di bellezza,
di agility, da ricerca.
Il Boxer apparve in Italia relativamente tardi, verso il 1930.
Inizialmente si trattò di importazioni sporadiche dalla Germania,
dalla Francia e dalla Svizzera. senza seguito in allevamento. Il primo
allevamento italiano di Boxer veramente importante fu l'allevamento "Di
Ponente" del conte E. Douglass Scotti di Vigoleno di Milano.
Egli importò da Monaco di Baviera la femmina Rassel v.d. Wurm,
figlia di Zimmi v. Dom: che diventò Campionessa italiana e poi
una importante fattrice, producendo fra l’altro Raul dì Ponente
che fu il primo boxer proclamato Campione e nato in Italia e numerosi
altri soggetti di notevoli qualità per quei tempi e in quelle circostanze.
Poco prima era stata importata a Roma una coppia di notevole valore ma
che però non ebbe molto seguito in allevamento: Resi v.d. lckstadt
e Drill v. Baurenberg. Seguirono poi altre importazioni: fra le altre
sono rimaste nei pedigree dei nostri boxer attuali Vera von Grunen lnn,
Bayard v.d.Wurm, Osko v.d. Wurm.
Successivamente, dal 1935 al 1940 il cerchio di allevatori si va lentamente
allargando: appaiono allora l'allevamento Virmar del comm. Confalonieri
e l’allevamento Val di Senio, deI Dr. Tommaso Bosi. Il primo importa
Alf von Christofsbad e qualche altra buona femmina, il secondo seleziona
il miglior sangue esistente già in Italia e preci samente quello
di Rassel v.d.Wurm e di Resi v.d. lckstadt. Poi scoppia la 2° guerra
mondiale e di boxer se ne riparlerà solo dopo il 1945.
Fu allora che si rivelò il buon lavoro di impostazione compiuto
in precedenza da questi due allevamento, con una serie di soggetti che
ottennero notevoli successi. Fra gli altri primeggiò di gran lunga
il Campione COO di Virmar, che in assoluto era il Boxer veramente di qualità
e tale che avrebbe potuto fronteggiare senza timori anche i Boxer prodotti
successivamente attraverso una più dura selezione, e alcune femmine
Val di Senio, Duccia, Este, Guelfa, Furia, ecc. Nella lotta tra questi
due allevamenti se ne inseriscono anche altri che tuttavia dopo le prime
delusioni seguite ai primi successi, scomparvero senza lasciare traccia.
Ma partendo appunto da un gruppo di femmine Val di Senio, l'Allevamento
"di Cittanova" del Dott. Mola rivelò invece di essere
fatto dì ben altra pasta e dimostrò subito fin dall'inizio
di avere tutte le qualità che occorrevano per raggiungere qualunque
traguardo: ambizione, determinazione, conoscenza della razza, pazienza,
tenacia da Bulldog. Le rivalità, tra questi tre allevamenti si
accesero subito violente, dentro e fuori dal Ring. Nessuno era disposto
a dare la benché minima soddisfazione ai rivali...
E poiché la supremazia dell'allevamento Virmar si era venuta sempre
più imponendo in virtù della qualità dei prodotti
(in particolare delle teste) e per la eccezionale tecnica di propaganda
e di lancio dei suoi prodotti, in cui il Confalonieri era maestro inimitabile,
si venne a creare in diversi altri allevatori uno stato di insofferenza
e di intolleranza notevoli. Fu così che alcuni si rivolsero all'estero
per monte o per importare riproduttori particolarmente qualificati, così
da poter avere a disposizione il Boxer per battere il Virmar.
Questo è stato il più grande merito del Confalonieri nella
storia del boxerismo italiano; di aver cioè costretto a rivolgersi
all'estero allevatori con notevoli qualità, per l'importazione
di sangue che avrebbe poi lasciato una traccia importantissima negli anni
che seguirono. Senza Confalonieri certamente il Boxerismo italiano avrebbe
dormito ancora per molti anni nel suo letto e non avrebbe certamente conosciuto
tutti i successi che ne hanno caratterizzato questi ultimi due decenni.
Altra fortuna per il Boxer italiano fu che gli allevatori che si rivolgevano
all’estero non importavano o non sceglievano a scatola chiusa o
quello che gli veniva consigliato, ma si documentavano con puntiglio,
decidevano a ragion veduta senza farsi suggestionare dai grandi nomi o
dalle apparenze. Fu cosi che arrivarono in Italia successivamente Nestor
v.d. Boxerstadt. Rola v.d. Reiterstadt Werden, Eitel v. Altenau, Pitt
von Osta, Carlo v. Fels. ecc.. Da Nestor e Rola, di proprietà del
prof. Giani di Torino, nacquero praticamente due sole femmine: Peterhund
Loni e Peterhund Luzi; ma da Loni, Bundessiegerin e grande vincitrice
in Germania, nacque poi oltre al Bundesieger e Klubsieger Urarius v.d.
Reiterstadt, un notevole numero di ottimi riproduttori.
Si può anche affermare che tutto il buonissimo sangue Von Reiterstadt
presente nei pedigree odierni, trae origine da Loni; da Luzi, con Eitel
v. Altenau, nasce il Camp. Cocco dei Dogi di Venezia, uno dei Boxer più
coronati di tutti i tempi, che con Carlo von Fels fu uno dei migliori
pilastri dello allevamento italiano .
Con Carlo von FeIs l’allevamento di Cittanova produsse la Camp..
del Mondo Oli di Cittanova, la Bundessigerien Top di Cittanova e numerose
altre fattrici che lasciarono una grande impronta negli allevamenti che
se ne servirono.
Furono i discendenti dì questi Boxer che portarono l’allevamento
italiano a vette mai raggiunte ne prima ne dopo, fra gli anni 1955 e 1965,
e a parità di valore con i più qualificati concorrenti d'oltr'Alpe.
Molti altri allevatori sono passati dai clamori trionfanti che li accompagnarono
in vita, al silenzio dovuto alla scomparsa del loro affisso dai pedigree
degli attuali Boxer di punta italiani: ma i nomi dell' Allevamento Peterhund
del prof. Giani e di Cittanova del Dr. Mola non scompariranno mai: venti
anni di lotte e di selezione hanno costituito per loro il più difficile
e positivo collaudo. Parallelamente a questi due allevamenti stava frattanto
lavorando molto più modestamente e tuttavia con idee abbastanza
chiare l’allevamento Vai di Senio. Tra il 1952 e il 1954 esso sostituì
tutti i suoi antichi riproduttori e importo fra l’altro Pitt V.
Ostara (nato da quello accoppiamento considerato ideale e allora ricercatissimo
di Edler v.d. Fuhlenburg con una figlia di Arno von lsebeek: fra l’altro
la madre di Pitt non era una sconosciuta, ma proveniva da quello allevamento
von der Reìterstadt che da anni stava già allevando il Boxer
con una selezione del Tipo, delle Forme e del carattere assai rigida e
con risultati davvero eccellenti. Del resto anche Eitel nasceva da una
analoga combinazione di linee di sangue ed era stato questo uno dei motivi
che avevano spinto il prof. Giani e in parte anche il sottoscritto, a
caldeggiare vivamente l'importazione di questo stallone. A Pitt seguì
una figlia di Abra Dahra of Sirrah Crest su sangue prevalentemente von
Dom e le femmine nate da questo accoppiamento furono successivamente presentate
sia a Carlo Von Fel sia a Cocco dei Dogi di Venezia. Il primo migliorava
la costruzione, il secondo rafforzava il tipo. Successivamente fu inserito
il sangue di Godewind von Dorn, il quale fece la sua prima monta proprio
con Pepi Vai di Senio e produsse prima Alfa, madre di Luca Val di Senio,
campione d’Italia e di Svizzera, e poi Eclipse Val di Senio, che
fu il primo Boxer maschio italiano a conquistare il titolo di Bundessieger.
Fino a questo punto, Val di Senio aveva fuso nel suo lavoro i concetti
e le idee del prof. Giani e del Dr MoIa, dei quali era stato volta a volta
discepolo e compagno di cordata, rivale ed amico, estimatore e critico.
Oggi Val di Senio è fiero di poter essere (i suoi pedigree lo dimostrano)
il continuatore del lavoro di questi due sommi allevatori e ciò,
oltre che per motivi tecnici, dimostrabilissimi dai risultati, anche per
un senso di doverosa gratitudine a questi formidabili Colleghi.
Successivamente Val di Senio inseriva nelle sue linee di sangue il sangue
rivelatosi utilissimo, di alcuni elementi della linea Witheford Cristal
Clear, Witheford Down Skay, per cui ad oggi la selezione Vai di Senio
si è conclusa con la produzione di 2 Campioni Internazionali due
Bundessieger, un Klubsieger, un Campione svizzero oltre, naturalmente,
a molti campioni italiani e ad affermazioni di massa in Germania dove,
come a Monaco di Baviera 1973, VaI di Senio conquistarono, contro 250
Boxer presenti due klubsiegeranwarts- schaft (quello dei maschi ceduto
ad altro concorrente) e due Ecc. 2 nelle classi libere. Nessun altro allevamento
italiano ha mai piazzato ai primissimi posti nelle esposizione di Germania
un numero di Boxer così elevato come il Val di Senio. Da rilevare
infine che il "Dino Val di Senio", imbattuto in Germania, Bundersieger,
Klubsieger e Campione internazionale si è imposto alla attenzione
Da rilevare infine che il "Dino Val di Senio", imbattuto in
Germania, Bundersieger, Klubsieger e Campione internazionale si è
imposto alla attenzione di tutti per il suo carattere e la costanza con
cui lo trasmette ai suoi figli.
Nel periodo 1950-1960 sorgono in Italia altri allevamenti notevoli, quali
il San Leonardo (che produsse la famosa Elettra di San Leonardo, reginetta
dalle molte prestigiose corone, ed Erasmus di San Leonardo che in Germania,
dopo i successi in Esposizione, riscosse simpatia e successi come riproduttore)
e l'allevamento del David, il quale raccolse in sé elementi qualitativi
del Boxer italiano dei diversi periodi, ma raggiunse l'apice del successo
attraverso l'impiego di Boris v.d. Buchenklinge il cui sangue oggi sopravvive
quasi esclusivamente solo in questo allevamento. Al David, che ha prodotto
molti ottimi Boxer, è tuttavia sempre mancato il collaudo di un
duro confronto sui Ring tedeschi e ciò, anche agli effetti della
selezione e soprattutto della uniformità della selezione è
un a spetto di importanza non trascurabile.
Più o meno, erano queste le condizioni dello allevamento del Boxer
in Italia quando in Germania scoppia la bomba dirompente di Whiteford
Hot Chestnut. La discendenza di questo stallone è subito come un
ciclone che tutto travolge e distrugge: purtroppo anche antiche e altro
che inutili linee tradizionali del miglior sangue tedesco. In Italia a
molti giovani allevatori il clamore dell'affisso Witheford fa pervenire
il nome di Hot Chestnut e allora, tutti ricorrono a Witheford e nessuno
o ben pochi a Hot Chestnut. Si ha così la importazione indiscriminata
di numerosissimi Boxer di questo allevamento, senza che nessuno pensi
che ogni cane ha un suo bagaglio ereditario particolare e che quindi va
impiegato in allevamento con certe cautele e con determinati presupposti,
ed essendo ognuno convinto che ogni importazione Whiteford comporti inevitabilmente
la nascita di prodotti fuori classe.
In queste condizioni i risultati sono contraddittori, certamente inferiori
alle attese e alte spese fatte. Ben pochi si rendono conto che anche il
miglior bagaglio ereditario può sfaldarsi rapidissimamente quando
non sia tenuto ben insieme da mani esperte e responsabili.
Oggi, in gran parte (perché i prodotti di questi accoppiamenti
sono i più numerosi nel non elevato numero di soggetti destinati
alla produzione sportiva) il Boxer tu Italia è alla ricerca di
una sua strada e alla soluzione di non pochi problemi. Vi può ancora
essere il substrato per una violenta impennata verso l' alto. Basta non
perdere l'autobus.
animali domestici.
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